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L’azienda Ynfiniti Energy cresce nel Regno Unito con l’appoggio di COFIDES

COFIDES 300.000 euro per implementare una filiale dell’azienda spagnola

COFIDES fornirà 300.000 euro per implementare una filiale dell’azienda spagnola.

Martedì, 23 ottobre 2018. COFIDES supporterà la società di ingegneria Ynfiniti Energy nella sua implementazione nel Regno Unito. A tal fine, fornirà 300.000 euro tramite un prestito di coinvestimento a carico di FONPYME.

Ynfiniti Energy ha nuovamente deciso di scommettere in una filiale nel Regno Unito dopo aver chiuso la precedente che operava in questo paese alla fine del 2015 come parte di un processo di ristrutturazione dell'azienda. Dopo il rinnovo dei suoi azionisti, ha ritenuto opportuno riprendere la propria attività in questo paese, uno dei mercati di produzione più interessanti al mondo. Con questa nuova filiale, la società intende aumentare il volume di affari.

Il presidente e CEO di COFIDES, José Luis Curbelo, ha sottolineato che COFIDES contribuisce alla crescita delle aziende spagnole, e in particolare delle PYMES, offrendo sostegno per migliorare le aspettative di business offerte dall'economia globale. Inoltre, ha ricordato "l'importanza che COFIDES attribuisce alla promozione di energie pulite che contribuiscono a frenare il cambiamento climatico, attraverso l'innovazione e la tecnologia".

L'Amministratore Delegato del Gruppo Ynfiniti Energy, Gianluca Tabarrini, ha spiegato che Ynfiniti Energy è una società di servizi con più di 10 anni di esperienza nel settore delle energie rinnovabili e che fornisce soluzioni per l'installazione, la messa in servizio e la manutenzione delle turbine eoliche.

Con sede a Madrid, l'azienda ha più di 250 tecnici sul campo. Ha un forte orientamento internazionale e ha realizzato progetti in cinque continenti, che ne hanno potenziato l'implementazione con sedi permanenti in Spagna, Italia, Uruguay, Messico, Stati Uniti e Brasile.

Ynfiniti Energy crece en el Reino Unido con COFIDES

COFIDES è una partnership pubblico-privato che dal 1988 offre supporto finanziario agli investimenti di aziende spagnole all'estero. Gestisce esclusivamente i fondi FIEX e FONPYME per conto del Ministero del Commercio, presso il Ministero dell'Industria, del Commercio e del Turismo. Anche il Banco Bilbao Vizcaya Argentaria (BBVA), Banco Santander, Banco Sabadell e CAF-Banco de Desarrollo de America Latina partecipano alla sua partecipazione.

Fuente: Camilla Tabarrini (Ynfiniti Energy S.L.U.) (23/10/2018)

LEGO promuove l’energia eolica con le sue turbine sostenibili!

Le turbine eoliche della LEGO

L’energia eolica non è mai stata così divertente! LEGO promuove l’energia sostenibile con le sue turbine da costruire, perfettamente funzionanti ed ecosostenibili.

Le turbine eoliche della LEGO

Il famoso produttore di giocattoli danese LEGO ha iniziato una collaborazione con il produttore di turbine Vestas per creare un set di turbine giocattolo realmente funzionanti! I blocchi da assemblare sono stati costruiti usando il nuovo processo di produzione sostenibile di LEGO.

La turbina è alta circa un metro, ed il kit per assemblarla è stato prodotto esclusivamente per Vestas nel 2008 e dal 23 novembre potrà essere acquistato.

La turbina, una volta montata, avrà tre lame regolabili che ruotano e un motore per farle girare, luci di avvertimento per aerei incorporate. Inoltre ad arricchire il prodotto ci sarà anche una casa con patio, una cassetta delle lettere, aiuole e alberelli e una staccionata bianca. Un paesaggio molto bucolico che riprende il concetto di eco sostenibilità promosso dalla LEGO con questo progetto.

Le turbine hanno ovviamente bisogno di lavoratori delle turbine, quindi LEGO sta anche lanciando un furgone Vestas, due tecnici di assistenza con elmetti di sicurezza, una signora fantasiosamente inquilina della casa vicina alla turbina, con tanto di cane a farle compagnia.

Le turbine eoliche della LEGO, sostenibilità prima di tutto

Di certo non poteva lanciare la costruzione di un modello che promuove la sostenibilità fatto con materiali non sostenibili. I blocchi che compongono il kit di costruzione sono quindi fatti di una nuova plastica a base di canna da zucchero. Viene usato il polietilene, un materiale più morbido del tradizionale LEGO in plastica, ma è resistente e sono “tecnicamente identici a quelli prodotti con plastica convenzionale”.

“Cerchiamo il più possibile di avere un impatto positivo sull’ambiente usando materiali sostenibili sia nei prodotti che negli imballaggi”, ha dichiarato Tim Brooks, Vicepresidente del Gruppo di responsabilità ambientale di Lego. “Questo aerogeneratore celebra i nostri primi passi per dare vita a queste ambizioni e speriamo che ispirerà i costruttori a conoscere le energie rinnovabili”.

  LEGO promuove l’energia eolica con le sue turbine sostenibili!
di Marida Muscianese | Moondo (Mondo Cultura) (15/10/2018)

Rinnovabili: eolico la più grande fonte di energia UE entro il 2030

eolico la piu grande fonte di energia UE entro il 2030

Le energie rinnovabili sono sempre più utilizzate nell’ambito dell’Unione Europea. Sta di fatto che c’è una più diffusa consapevolezza di quanto sia importante ricorrere all’eolico e alle altre fonti pulite di energia, il tutto accompagnato da un’attenzione maggiore nei confronti del rispetto dell’ambiente.

In particolare l’energia eolica potrebbe ben presto diventare la più grande fonte di energia utilizzata in Europa, un processo che potrebbe arrivare al termine entro il 2030. A dirlo è stato Faith Birol, direttore esecutivo dell’IEA, Agenzia Internazionale dell’Energia. Il direttore si è espresso proprio sull’importanza delle rinnovabili e dell’energia eolica nello specifico, intervenendo ad un evento molto importante, il Global Wind Summit. Birol ha specificato a proposito dell’eolico:

Oggi rappresenta quasi il 5 per cento della produzione elettrica, ma il suo potenziale è molto maggiore.

Con il declino dei costi in corso e le giuste politiche governative, potrebbe diventare una delle principali fonti di generazione a livello mondiale nei prossimi decenni.

I dati sono molto incoraggianti, perché si ritiene che già nel 2027 l’eolico possa superare tutte le altre rinnovabili per quanto riguarda il contributo generale di elettricità. Entro il 2040, secondo le più recenti previsioni, la produzione di questa fonte di energia rinnovabile verrà triplicata.

Una nuova attenzione quindi nei confronti dell’eolico e più in generale delle rinnovabili, anche perché come ha sottolineato lo stesso Birol gli attuali costi per la produzione di energia da fonti pulite potrebbero ridursi nel tempo aprendo prospettive molto interessanti.

  Rinnovabili: eolico la più grande fonte di energia UE entro il 2030
Gianluca Rini | Green Style (03/10/2018)

Eolico offshore in rampa di lancio tra i paesi del G7

Energia OLTRE

I costi di questa tecnologia sono diminuiti rapidamente e si prevede che diminuiranno di un ulteriore 30% entro il 2030, portando la capacità installata a 128 gigawatt e a 521 gigawatt entro il 2050.

L’energia eolica offshore è in corsia di sorpasso e sta prendendo velocità. Spinta dal rapido calo dei costi e dall’innovazione tecnologica, la capacità eolica offshore è cresciuta del 25% tra il 2016 e il 2017. Parlando all’Oceans Partnership Summit durante il G7, il direttore generale dell’IRENA Adnan Z. Amin ha sottolineato il potenziale delle energie rinnovabili offshore per soddisfare la domanda di energia, stimolare la crescita economica e generare occupazione, segni distintivi della trasformazione energetica globale.

OGGI, VI SONO POCO MENO DI 19 GIGAWATT DI CAPACITÀ OFFSHORE INSTALLATA, DUE TERZI DEI QUALI SONO GENERATI DAI PAESI DEL G7, IL 90% IN EUROPA

Rispetto ad altre tecnologie rinnovabili, l’eolico offshore rappresenta ancora una piccola parte della produzione globale di energia elettrica. Oggi, vi sono poco meno di 19 gigawatt di capacità offshore installata, due terzi dei quali sono generati dai paesi del G7. In effetti, il settore dell’energia eolica offshore è stato finora un affare prevalentemente europeo. I dieci siti più grandi in termini di capacità sono tutti situati in Europa. Il Regno Unito e la Germania sono pionieri del settore e forniscono oggi oltre il 90% della produzione eolica del G7.

ENTRO IL 2030 LA CAPACITÀ INSTALLATA SALIRÀ A 128 GIGAWATT E A 521 GIGAWATT ENTRO IL 2050

Ma il trend di crescita globale è impressionante, osserva IRENA: i costi sono diminuiti rapidamente e si prevede che diminuiranno di un ulteriore 30% entro il 2030, portando la capacità installata a 128 gigawatt e 521 gigawatt entro il 2050. Gli investimenti nell’eolico offshore potrebbero raggiungere i 350 miliardi di dollari entro il 2030 e potenzialmente 1,47 trilioni di dollari entro il 2050.

  Eolico offshore in rampa di lancio tra i paesi del G7
Sebastiano Torrini | ENERGIA OLTRE (27/09/2018)

Eolico, nel 2022 l'Europa varrà un quarto della potenza installata

Wind Power Energy

Sarà un Vecchio continente, ma se si parla di energia eolica l'Europa non ha nulla da invidiare a nessuno. Anzi, nel giro di poco tempo sarà in grado di produrre da sola un quarto dell'intera energia dal vento del mondo, con una power capacity di ben 258 gigawatts.

E' quanto emerge dal report Outlook 2022 prodotto in settimana dal gruppo di lobby Wind Europe, di cui ha dato conto l'agenzia finanziaria Bloomberg. Nel documento si stima che gli sviluppatori di progetti eolici nella Ue installeranno in media 17 gigawatts di capacità, l'equivalente di 17 reattori nucleari, ogni anno per il prossimo lustro. Anche se non manca il richiamo interessato: dopo quella data, l'incertezza sul quadro normativo e sui piani dei governi potrebbe tagliare le gambe a ogni progesso ulteriore verso il 2030.

Il problema, dicono dal settore, è che le politiche di incentivazione che attraggono gli investimenti e sussidiano le aste per assegnare le installazioni stanno venendo meno. Ancora oggi i progetti immuni dai sussidi non sono la regola.

Secondo l'associazione, Germania, Regno Unito, Francia, Spagna e Olanda saranno il motore della prossima crescita e varranno il 62 per cento della capacità aggiuntiva.

  Eolico, nel 2022 l'Europa varrà un quarto della potenza installata
rinnovabili | La Reppublica.it (18/09/2018)

Una mini turbina eolica “a sfera” che cattura il vento da ogni direzione

La nuova macchina, battezzata O-Wind, è in grado di sfruttare i flussi d’aria sia sul piano orizzontale sia sul piano verticale, ruotando sempre nello stesso senso e su un solo asse. Vediamo come funziona e quale potrebbe essere il suo campo di utilizzo, soprattutto nelle abitazioni dei grandi centri urbani.

Mini turbina eólica italiana

Per ora è solamente un piccolo prototipo che sta nel palmo di una mano, realizzato con la stampa 3D, ma chissà che in futuro non possa rivoluzionare il concetto di energia eolica nei centri urbani. Questa è la speranza di due giovani studenti MSc (Master of Science, corsi specializzati post laurea) presso l’università inglese di Lancaster, Nicolas Orellana e Yaseen Noorani, che hanno appena vinto un premio del concorso internazionale di design promosso dalla James Dyson Foundation. La loro idea è una turbina eolica, battezzata O-Wind, in attesa di brevetto, che riesce a catturare il vento da qualsiasi direzione esso provenga: dall’alto, dal basso, con repentini e continui cambiamenti di angolazione, al contrario delle turbine convenzionali ad asse orizzontale o verticale.

Come funziona?

Parliamo di una sfera di 25 centimetri di diametro, con una struttura interna geometrica costituita da molteplici condotti da cui entra/esce l’aria (lo spazio d’entrata è maggiore rispetto a quello d’uscita). Nelle foto sotto, tratte dal sito dei James Dyson Award, si vede il modello e la stampa 3D della turbina sferica.

Diseño de mini turbina eólica italiana

La sfera (vedi i video in fondo all’articolo) è in grado di ruotare sempre nello stesso senso su un solo asse, con qualunque tipo di vento. Quindi sembra la soluzione ideale per sfruttare i flussi d’aria “caotici” che caratterizzano le aree urbanizzate: difatti, i due inventori la propongono soprattutto come potenziale tecnologia da impiegare in piccole installazioni domestiche su balconi, terrazzi, davanzali, coperture.

Certo restano numerosi elementi da approfondire dal punto di vista tecnico-economico: le dimensioni finali della sfera, il tipo di materiale più adatto, quanta energia elettrica potrà generare, quanto costerà, dove potrà essere installata oltre alle abitazioni (autocaravan, imbarcazioni). Senza dimenticare altre possibili applicazioni di questa tecnologia, ad esempio la generazione di energia dalle onde con sfere immerse nell’acqua marina… Vedremo se e quali sviluppi ci saranno nei prossimi anni.

  Una mini turbina eolica “a sfera” che cattura il vento da ogni direzione
Redazione QualEnergia | QualEnergia (13/09/2018)

O-Wind Turbine: Il micro-eolico cambia forma e viene premiato

Ispirati da un rover spaziale della NASA, i vincitori del 2018 UK James Dyson Award creano la micro-turbina sferica che cattura i venti da ogni direzione

micro eolico devices

Una nuova turbina sferica da installare in città e in grado di catturare il vento che viaggia in qualsiasi direzione. È l’invenzione di due giovani designer, premiata in questi giorni con il prestigioso James Dyson Award Uk. O-Wind Turbine, questo il nome della curiosa turbina, rivoluziona l’aspetto e il funzionamento del classico micro-eolico. Gli aerogeneratori convenzionali catturano l’energia solo in una direzione e sono notoriamente inefficienti nelle città dove il vento, intrappolato tra gli edifici diventa imprevedibile. Disegnato e realizzato da Nicolas Orellana e Yaseen Noorani, entrambi studenti della Lancaster University, O-Wind turbine cerca di arginare questa imprevedibilità.

Il piccolo dispositivo è una turbina omnidirezionale a singolo asse in grado di sfruttare sia i venti orizzontali che quelli verticali. Il prototipo sfrutta principio di Bernoulli per il suo movimento meccanico e mostra una semplice forma geometrica: una sfera di 25 cm di diametro con bocche collocate su un asse fisso.

L’idea, spiegano gli studenti, è nata…nello Spazio. Anni fa, la NASA stava testando la possibilità di usare sfere eoliche per far muovere i veicoli esplorativi su Marte. “Un prototipo provato nel deserto di Atacama ha dimostrato il concept funziona, percorrendo più di 7 km in linea retta”, si legge nella presentazione del progetto. “Il concetto è stato recentemente riqualificato come una turbina eolica sfruttando la sua capacità di utilizzare i venti omnidirezionali per ottenere la rotazione su un singolo asse”. Gli studenti sperano che la turbina – che potrebbe richiedere almeno altri cinque anni prima di essere messa in produzione commerciale – venga installata su grandi strutture edilizie dove poter sfruttare al meglio le condizioni meteo.

L’invenzione del duo ha ricevuto 2.000 sterline dal premio nazionale e ora inserita nella corsa internazionale per la tappa finale del James Dyson Award a novembre, che assegnerà al vincitore mondiale altre 30.000 sterline in premio.

  O-Wind Turbine: Il micro-eolico cambia forma e viene premiato
Energia Rinovability.it (06/09/2018)

Più grandi e potenti, ma non in tutti i mercati: come sarà la prossima ondata di pale eoliche

Photograph by Randy Fath, Unsplash

L’avanzamento tecnologico delle turbine sarà più rapido in Europa e nel segmento offshore, evidenziano gli ultimi dati di MAKE Consulting, a caccia di costi sempre più contenuti per produrre elettricità con il vento. In mare vedremo giganti da 12-15 MW.

Nei parchi eolici vedremo turbine sempre più grandi e potenti, anche se l’evoluzione della taglia media delle pale procederà a ritmi diversi nei vari paesi.

Per le installazioni sulla terraferma, in particolare, grandezza e potenza cresceranno meno rispetto ai progetti offshore, come evidenzia un nuovo approfondimento sul mercato eolico globale di MAKE Consulting, la società di consulenza danese che dal 2017 fa parte di Wood Mackenzie.

I dati, ripresi dagli analisti di GTM Research, mostrano che ci sarà un passaggio abbastanza graduale dalle turbine da 3 MW a quelle da 4 MW negli impianti a terra, con un avanzamento tecnologico più accelerato in Europa e negli Stati Uniti, vedi il grafico seguente.

L’area di mercato che include il nostro continente (EMEARC: Europe, Middle East, Africa, Russia and Caspian), infatti, vedrà quasi scomparire i modelli da 2 MW in pochi anni, al contrario della zona Asia-Pacifico (APAC nel grafico) che continuerà a essere dominata dalle pale di dimensioni più piccole.

In Europa, spiegano gli esperti di GTM, la fine degli incentivi con il lancio delle aste competitive e dei contratti PPA (Power Purchase Agreement) sta favorendo una corsa al ribasso per i costi di generazione dell’energia eolica, con valori LCOE (Levelized Cost of Electricity) sempre più competitivi, resi possibili anche grazie all’introduzione di turbine di taglia maggiore.

Power Wind Turbine power evolution

Queste ultime consentono di ridurre il numero complessivo di pale installate con relativo consumo di suolo, al contempo di produrre più energia e abbattere i costi di manutenzione, senza dimenticare che sono equipaggiate con sistemi molto avanzati di gestione/controllo dei dati meteorologici.

Ecco perché in molti mercati, tra cui quello italiano, si stanno aprendo buone prospettive per gli interventi di ammodernamento e potenziamento, anche se in Italia restano diverse barriere soprattutto normative (vedi QualEnergia.it sul potenziale di repowering ancora da cogliere nel nostro paese).

Passando al segmento offshore, le proiezioni segnalano che la diffusione delle maxi turbine sarà molto più rapida rispetto ai progetti a terra, vedi il grafico sotto.

Entro il 2022-2023, infatti, nella maggior parte dei mercati ci sarà una predominanza di modelli da 8-10 MW con alcuni generatori di potenza superiore a 10 MW.

Già ora, nei parchi marini, le turbine da 6 MW stanno iniziando a cedere il passo alle “sorelle” da 7 MW, ma la prossima generazione di modelli avrà dimensioni mai viste prima, nell’ordine di 12-15 MW, veri giganti progettati da GE, Siemens-Gamesa e Vestas per sfruttare al massimo i venti marini e diminuire in modo rilevante i costi delle installazioni.

  Più grandi e potenti, ma non in tutti i mercati: come sarà la prossima ondata di pale eoliche
Redazione QualEnergia.it (25/07/2018)

PLOCAN: una porta d’accesso all'oceano

Marine platform

Sulle coste di Gran Canaria apre un laboratorio marino ad alta tecnologia

La piattaforma oceanica delle isole Canarie (PLOCAN) è un laboratorio galleggiante per lo sviluppo di tecnologie marine avanzate. Situato sulla costa orientale di Gran Canaria, è il centro nevralgico di numerosi progetti di ricerca che spaziano dalla biologia marina alla progettazione di veicoli.

PLOCAN è un centro di ricerca scientifica a nord di Las Palmas de Gran Canaria. Circa 20 gruppi di scienziati lavorano in settori quali la biotecnologia, le energie rinnovabili e la progettazione di veicoli marini per realizzare progressi nel settore marittimo. Attualmente è considerata una delle migliori strutture di questo tipo in Europa.

Il centro ha un impianto situato sulla terraferma e 2 siti di sperimentazione subacquei nei pressi del porto di Taliarte. Il costo della costruzione e della gestione degli impianti fino al 2021 è stimato a 54 milioni di euro, di cui l'85% sarà finanziato dall’UE.

  PLOCAN: una porta d’accesso all'oceano
investEU (12/07/2018)

Eolico e tutela della biodiversità: esiste un compromesso

Global Wind Energy

Promuovere l’energia pulita senza rinunciare alla tutela della biodiversità

Energia eolica e tutela della biodiversità possono andare d’accordo? Il progetto WindLand dimostra di sì. Portato avanti dai ricercatori del Politecnico di Losanna (EPFL) in collaborazione con l’Università di Bucarest, WindLand ha portato alla realizzazione di un simulatore in grado di calcolare le prestazioni dei parchi eolici nell’arco di 30 anni, tenendo conto anche della necessità di preservare il patrimonio naturale locale. Il loro scopo? Fornire alle autorità uno strumento di modellazione che simuli le prestazioni a lungo termine degli aerogeneratori in un dato paesaggio. Tutto ciò tenendo conto dell’evoluzione del paesaggio stesso e della biodiversità animale e vegetale del luogo.

Il modello, ad esempio, consente di integrare l’uso agricolo della terra. Si tratta di un elemento importante per bilanciare una buona distribuzione tra aree di coltivazione e pascoli (che aiutano a generare venti forti) e aree di foresta naturale (i cui alberi riducono le prestazioni delle turbine).

Per le autorità interessate alla costruzione di un parco eolico, lo strumento fornisce dati sulla quantità di energia prodotta e sull’eterogeneità del paesaggio ai fini della tutela della biodiversità locale. Secondo lo studio, se l’area circostante è prevalentemente boschiva, il parco eolico produrrà solo il 60% della sua capacità massima in 30 anni, per un indice di biodiversità intermedia. D’altra parte, se l’area è totalmente sgombera (come nel caso dei pascoli), la centrale opererà a pieno regime, ma la biodiversità si ridurrà in maniera considerevole. Quando viene raggiunto il giusto equilibrio tra terra agricola e foresta, il parco eolico può mantenere il 70-80% della sua capacità produttiva e la biodiversità rimane elevata grazie ad un paesaggio eterogeneo e alla presenza di habitat diversi.

  Eolico e tutela della biodiversità: esiste un compromesso
Energia Rinnovabiliti (28/06/2018)

Global Wind Day, una giornata per festeggiare il successo dell’eolico

Global Wind Energy

Global Wind Day 2018, tanti auguri all’energia del vento

Da tecnologia di nicchia a opportunità di crescita globale: l’energia eolica ne ha fatta di strada da quando lo scozzese James Blyth realizzò, nell’estate del 1887, il primo rudimentale aerogeneratore. Oggi il settore ha superato i 530 GW installati in tutto il mondo e il milione di persone impiegate, divenendo la principale fonte di nuova generazione elettrica in Europa. Per festeggiare questa storia di successo WindEurope e Global Wind Energy Council (GWEC) organizzano annualmente la Giornata Mondiale del Vento, il Global Wind Day. L’evento, che cade ogni 15 giugno, offre un momento per riflettere sui risultati raggiunti dal comparto eolico e le prospettive future.

In questi anni l’industria del vento ha portato benefici in molte regioni del mondo, comprese quelle che dipendono dalla produzione tradizionale. Le aree di costruzione navale, ad esempio nel nord della Spagna e nel nord della Polonia, ora producono torri, fondazioni, gru e sistemi per l’installazione delle turbine offshore. Anche le economie alimentate dal petrolio e dal gas ne stanno beneficiando: il Nuovo Messico, d esempio, ha investito nel comparto 2,4 miliardi di euro e negli Stati Uniti in generale le figure tecniche legate all’eolico sono uno dei lavori in più rapida crescita.

Dopo un anno record di installazioni nel 2017, l‘Europa ha raggiunto una capacità installata totale di 169 GW. Il vento ora fornisce il 12% dell’elettricità nel Vecchio Continente con picchi in Danimarca (44%) e in Germania (22%). A livello globale ora sono installati 539 GW di energia eolica. “L’energia eolica onshore è ora la forma più economica nella nuova produzione elettrica in gran parte dell’Europa – spiega Giles Dickson, CEO di WindEurope – e l’offshore non è molto più indietro con costi; costi che sono scesi di oltre il 60% in tre anni. Ora è più facile ed economico integrare l’energia del vento nel sistema energetico”. Il cambiamento delle normative nei principali mercati europei farà del 2018 un anno di consolidamento per il settore che tornerà a crescere in maniera esponenziale, a livello globale, nel 2019.

  Global Wind Day, una giornata per festeggiare il successo dell’eolico
Energia Rinnovabiliti (22/06/2018)

Taiwan vuole 5,5 GW entro il 2025

Offshore energy

Eolico offshore: Taiwan vuole 5,5 GW entro il 2025

La regione dell’Asia Pacifico rappresenta uno degli avversari più probabili per leadership europea nell’eolico offshore. Se è vero che oggi paesi come il Regno Unito, la Germania e la Danimarca guidano senza troppe difficoltà il settore a livello mondiale, un domani la distribuzione del mercato potrebbe cambiare sensibilmente. Taiwan sta diventando infatti il prossimo campo di battaglia per progettisti eolici più importanti al mondo, oggi alla ricerca di un punto d’appoggio per far breccia nel mercato asiatico con la tecnologia offshore.

La piccola nazione insulare ha chiuso da poco la sua prima grande asta per l’eolico offshore grazie alla quale prevede di aggiungere altri 3,8 GW di capacità “green” alla sua rete esistente. E la gara è solo l’inizio: il Paese intende portare la capacità installata totale a largo delle sue coste a 5,5 GW eolici entro i prossimi sette anni. Il Governo ha già pianificato un investimento di 23 miliardi di dollari da oggi al 2025 per non mancare il target.

Al di là delle ambizioni taiwanesi è interessante notare chi ha risposto all’asta eolica: a dividersi il contingente di potenza sono state soprattutto grandi società occidentali, come la Copenhagen Infrastructure Partners, lo sviluppatore tedesco WPD e la danese Ørsted (ex DONG Energy). La gara ha attirato le offerte dei maggiori player mondiali grazie sia alle ottime risorse locali, in termini di vento e fondali, sia ad un quadro normativo stabile e a incentivi al di sopra dei benchmark europei. Ma soprattutto ha lasciato fuori un grande competitor, la Cina, oggi terzo mercato al mondo per l’eolico offshore.

Le tensioni politiche fra Taipei e Pechino si fanno sentire anche in questo settore. Alle compagnie cinesi, infatti, è proibito investire nel settore energetico dell’isola per quelli che Chung-Hsien Chen, direttore della divisione tecnologica dell’Ufficio dell’Energia di Taiwan, definisce “problemi di sicurezza nazionale”. E tutte le future wind farm non impiegheranno turbine e componenti importati “made in China”.

  Eolico offshore: Taiwan vuole 5,5 GW entro il 2025
Energia Rinnovabiliti (28/05/2018)
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