CONTATTO

   Stampa

Taiwan vuole 5,5 GW entro il 2025

Offshore energy

Eolico offshore: Taiwan vuole 5,5 GW entro il 2025

La regione dell’Asia Pacifico rappresenta uno degli avversari più probabili per leadership europea nell’eolico offshore. Se è vero che oggi paesi come il Regno Unito, la Germania e la Danimarca guidano senza troppe difficoltà il settore a livello mondiale, un domani la distribuzione del mercato potrebbe cambiare sensibilmente. Taiwan sta diventando infatti il prossimo campo di battaglia per progettisti eolici più importanti al mondo, oggi alla ricerca di un punto d’appoggio per far breccia nel mercato asiatico con la tecnologia offshore.

La piccola nazione insulare ha chiuso da poco la sua prima grande asta per l’eolico offshore grazie alla quale prevede di aggiungere altri 3,8 GW di capacità “green” alla sua rete esistente. E la gara è solo l’inizio: il Paese intende portare la capacità installata totale a largo delle sue coste a 5,5 GW eolici entro i prossimi sette anni. Il Governo ha già pianificato un investimento di 23 miliardi di dollari da oggi al 2025 per non mancare il target.

Al di là delle ambizioni taiwanesi è interessante notare chi ha risposto all’asta eolica: a dividersi il contingente di potenza sono state soprattutto grandi società occidentali, come la Copenhagen Infrastructure Partners, lo sviluppatore tedesco WPD e la danese Ørsted (ex DONG Energy). La gara ha attirato le offerte dei maggiori player mondiali grazie sia alle ottime risorse locali, in termini di vento e fondali, sia ad un quadro normativo stabile e a incentivi al di sopra dei benchmark europei. Ma soprattutto ha lasciato fuori un grande competitor, la Cina, oggi terzo mercato al mondo per l’eolico offshore.

Le tensioni politiche fra Taipei e Pechino si fanno sentire anche in questo settore. Alle compagnie cinesi, infatti, è proibito investire nel settore energetico dell’isola per quelli che Chung-Hsien Chen, direttore della divisione tecnologica dell’Ufficio dell’Energia di Taiwan, definisce “problemi di sicurezza nazionale”. E tutte le future wind farm non impiegheranno turbine e componenti importati “made in China”.

  Eolico offshore: Taiwan vuole 5,5 GW entro il 2025
Energia Rinnovabiliti (28/05/2018)
Read more...

L’energia eolica UK batte il nucleare. Di nuovo

Tre mesi di ottime performance per l’energia eolica UK

L’energia eolica UK segna nuovamente un punto a suo favore. Le wind farm britanniche hanno tradotto la tragica stagione di tempeste che si è abbattuta sull’Isola e la vicina Irlanda, a cavallo del 2017 e 2018, in un nuovo contributo energetico. Nel dettaglio, nei primi tre mesi di quest’anno, le turbine onshore e offshore hanno fornito al Paese più elettricità delle sue otto centrali nucleari. Con un distacco di ben 25 punti percentuali. Se si guarda all’intero mix elettrico si scopre che l’energia eolica UK ha prodotto il 18,8 per cento del totale, seconda solo al gas. Il picco si è raggiunto durante la notte del 17 marzo, quando gli aerogeneratori hanno fornito per breve tempo quasi la metà dell’energia elettrica del Regno Unito, toccando una potenza di 14.3 GW (dati della National Grid).

A monitorare i progressi verdi del Regno Unito è Electric Insights, rapporto redatto dagli scienziati del Center of Environmental Policy, presso l’Imperial College di Londra. Il dott. Rob Gross, uno degli autori del rapporto, ha dichiarato al Guardian: “Non c’è segno di limite a ciò che siamo in grado di fare con il vento nel prossimo futuro”.

In realtà non è la prima volta che il vento si mette in bella mostra. Un importante sorpasso si era ottenuto anche nell’ultimo quadrimestre del 2017 quando insieme al solare, aveva reso le rinnovabili la seconda fonte di produzione elettrica nazionale. Allora il mix risultava composto per il 6.7 per cento dal carbone, che continua la sua spirale discendente di anno in anno, al 40 dal gas, la cui piccola crisi invernale aveva abbassato leggermente le performance, per il 21 per cento dall’energia nucleare e per il 29 per cento dalle fonti rinnovabili.

  L’energia eolica UK batte il nucleare. Di nuovo
Energia Rinnovabiliti (16/05/2018)
Read more...

Il piano energetico della Danimarca: almeno 50% di rinnovabili al 2030

Il piano energetico della Danimarca: almeno 50% di rinnovabili al 2030

Aste neutre, fondi per il biogas, maxi parchi eolici e stop al carbone: tutto questo nella nuova strategia energetica 2030 redatta dal governo danese

Approvato il Piano energetico 2030 della Danimarca

Il governo danese ha pubblicato l’Energi – til et grønt Danmark (letteralmente Energia, per una Danimarca verde), l’attesa strategia nazionale con cui Copenaghen definisce le mosse energetiche dal 2020 al 2030. Il piano, che deve essere ancora formalizzato, presenta diverse proposte sul fronte della decarbonizzazione danese a cominciare dalla quota di fonti rinnovabili nel mix produttivo: il paese vuole portare le green energy almeno al 50 per cento sull’offerta di energia primaria entro la fine del prossimo decennio. Per la stessa data, la nazione spera di riuscire ad abbandonare completamente il carbone. Con l’obiettivo a lungo termine di rendersi completamente “fossil free” entro il 2050.

Le iniziative proposte prevedono l’assegnazione di un totale di 4,2 miliardi di corone, pari a circa 563 milioni di euro, nel periodo 2020-2024 per lo sviluppo dell’energia pulita. L’assegnazione dei progetti avverrà, al pari di quanto già annunciato da Spagna, Germania e Italia, sulla base di aste tecnologicamente neutre, ossia gare dove tecnologie differenti competono sullo stesso contingente di potenza. Il piano energetico fa diretto riferimento anche al mega progetto d’eolico offshore da 800 MW: si tratta di una centrale marina composta da 50-70 turbine eoliche, installata ad almeno 50 km di distanza dalla costa nazionale (il sito finale è da definire) e capace di soddisfare il fabbisogno elettrico delle sette città più popolose della Danimarca. Come da programma la gara d’appalto sarà lanciata nel 2021 nella speranza di concludere i lavori per il 2024, massimo 2027 (leggi anche Danimarca: un parco eolico offshore da record per alimentare 7 città)

Nel pacchetto dei finanziamenti alle rinnovabili rientrano gli impianti di sfruttamento delle onde e delle maree, così come le biomasse e il biogas, “a condizione che possano fornire energia verde allo stesso prezzo basso delle altre tecnologie”. Nel dettaglio il governo propone di istituire un fondo da 240 milioni per l’espansione del biogas e di altri “gas verdi” a cui affiancare una task force dedicata a vagliare potenzialità ed efficienze delle bioenergie. Infine, la strategia delinea un piano per “armonizzare e semplificare” il sistema di sussidi statali dedicati alle tecnologie rinnovabili. La Danimarca possiede, infatti, attualmente 35 diversi tipi schemi tariffari differenti che sotto il nuovo regolamento si ridurranno a 6, mentre il livello medio di incentivo diretto passerà da circa 0,22 corone per kWh a 0,10 corone per kWh.

  Il piano energetico della Danimarca: almeno 50% di rinnovabili al 2030
Energia Rinnovabiliti (07/05/2018)
Read more...
Ynfiniti Energy

Ynfiniti Global Energy Services SLU

Maria Tubau, 5, 3ºB
28050 Madrid, Spain
  +34 913729287
  info@ynfinitienergy.com

Ultime notizie

Membro di


Global Wind Organisation


Asociación de empresas de mantenimiento de energías renovables

Certificazioni

ISO

Associato a
Ynfiniti Global Energy Services, S.L.U. (Ynfiniti Spain)

   CANALE DE RECLAMI

© Ynfiniti Global Energy Services, S.L.U.