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Più grandi e potenti, ma non in tutti i mercati: come sarà la prossima ondata di pale eoliche

Photograph by Randy Fath, Unsplash

L’avanzamento tecnologico delle turbine sarà più rapido in Europa e nel segmento offshore, evidenziano gli ultimi dati di MAKE Consulting, a caccia di costi sempre più contenuti per produrre elettricità con il vento. In mare vedremo giganti da 12-15 MW.

Nei parchi eolici vedremo turbine sempre più grandi e potenti, anche se l’evoluzione della taglia media delle pale procederà a ritmi diversi nei vari paesi.

Per le installazioni sulla terraferma, in particolare, grandezza e potenza cresceranno meno rispetto ai progetti offshore, come evidenzia un nuovo approfondimento sul mercato eolico globale di MAKE Consulting, la società di consulenza danese che dal 2017 fa parte di Wood Mackenzie.

I dati, ripresi dagli analisti di GTM Research, mostrano che ci sarà un passaggio abbastanza graduale dalle turbine da 3 MW a quelle da 4 MW negli impianti a terra, con un avanzamento tecnologico più accelerato in Europa e negli Stati Uniti, vedi il grafico seguente.

L’area di mercato che include il nostro continente (EMEARC: Europe, Middle East, Africa, Russia and Caspian), infatti, vedrà quasi scomparire i modelli da 2 MW in pochi anni, al contrario della zona Asia-Pacifico (APAC nel grafico) che continuerà a essere dominata dalle pale di dimensioni più piccole.

In Europa, spiegano gli esperti di GTM, la fine degli incentivi con il lancio delle aste competitive e dei contratti PPA (Power Purchase Agreement) sta favorendo una corsa al ribasso per i costi di generazione dell’energia eolica, con valori LCOE (Levelized Cost of Electricity) sempre più competitivi, resi possibili anche grazie all’introduzione di turbine di taglia maggiore.

Power Wind Turbine power evolution

Queste ultime consentono di ridurre il numero complessivo di pale installate con relativo consumo di suolo, al contempo di produrre più energia e abbattere i costi di manutenzione, senza dimenticare che sono equipaggiate con sistemi molto avanzati di gestione/controllo dei dati meteorologici.

Ecco perché in molti mercati, tra cui quello italiano, si stanno aprendo buone prospettive per gli interventi di ammodernamento e potenziamento, anche se in Italia restano diverse barriere soprattutto normative (vedi QualEnergia.it sul potenziale di repowering ancora da cogliere nel nostro paese).

Passando al segmento offshore, le proiezioni segnalano che la diffusione delle maxi turbine sarà molto più rapida rispetto ai progetti a terra, vedi il grafico sotto.

Entro il 2022-2023, infatti, nella maggior parte dei mercati ci sarà una predominanza di modelli da 8-10 MW con alcuni generatori di potenza superiore a 10 MW.

Già ora, nei parchi marini, le turbine da 6 MW stanno iniziando a cedere il passo alle “sorelle” da 7 MW, ma la prossima generazione di modelli avrà dimensioni mai viste prima, nell’ordine di 12-15 MW, veri giganti progettati da GE, Siemens-Gamesa e Vestas per sfruttare al massimo i venti marini e diminuire in modo rilevante i costi delle installazioni.

  Più grandi e potenti, ma non in tutti i mercati: come sarà la prossima ondata di pale eoliche
Redazione QualEnergia.it (25/07/2018)
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PLOCAN: una porta d’accesso all'oceano

Marine platform

Sulle coste di Gran Canaria apre un laboratorio marino ad alta tecnologia

La piattaforma oceanica delle isole Canarie (PLOCAN) è un laboratorio galleggiante per lo sviluppo di tecnologie marine avanzate. Situato sulla costa orientale di Gran Canaria, è il centro nevralgico di numerosi progetti di ricerca che spaziano dalla biologia marina alla progettazione di veicoli.

PLOCAN è un centro di ricerca scientifica a nord di Las Palmas de Gran Canaria. Circa 20 gruppi di scienziati lavorano in settori quali la biotecnologia, le energie rinnovabili e la progettazione di veicoli marini per realizzare progressi nel settore marittimo. Attualmente è considerata una delle migliori strutture di questo tipo in Europa.

Il centro ha un impianto situato sulla terraferma e 2 siti di sperimentazione subacquei nei pressi del porto di Taliarte. Il costo della costruzione e della gestione degli impianti fino al 2021 è stimato a 54 milioni di euro, di cui l'85% sarà finanziato dall’UE.

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investEU (12/07/2018)
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